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Recensione film – Scontro fra titani

Scontro tra titani, locandina

Di Carolina Venturini

Scontro tra Titani è un film uscito nelle sale italiane il 16 aprile 2010. Remake dell’omonimo del 1981,  diretto dal regista francese Louis Latterier. L’idea per questa pellicola nasce da un’intuizione affiorata alla coscienza di Latterier dopo la lettura del manga giapponese Saint Seiya: I cavalieri dello zodiaco di Masami Kurumada. Dal 2006 in poi, la sceneggiatura passa di mano in mano, da Jhonn Glenn, Travis Wright a Mat Manfredi e Phil Hay e il risultato del loro lavoro è alquanto diverso dalla tradizione classica.

I cavalieri dello zodiaco

Abbiamo dei personaggi chiamati con i nomi degli dei, che si atteggiano a divinità dell’Olimpo, ma le somiglianze fra la storia dei Titani, i personaggi di Zeus, Ade e Perseo terminano qui. Detto ciò, prima di visionare questo film è altrettanto necessario tenere a mente che si tratta di una pellicola americana (nell’accezione negativa del termine), il cui motore è molto simile al susseguirsi di avventure che caratterizzano le campagne di gioco di ruolo. Evitando i paragoni, possiamo apprezzare un lungometraggio adatto allo svago, senza pretese, con molti effetti speciali e computer grafica.

Cornelis Cornelisz. van Haarlem - Fall der titanen

Il tema alla base è succoso, anche se in sottofondo: padri contro figli, figli contro padri. Il potere, la ribellione, il sovvertire l’ordine prestabilito, la ricerca di un’indipendenza spirituale e paritaria, il confronto con il divino. La totale assenza di approfondimento psicologico o filosofico di questi argomenti, dei caratteri e delle scelte intraprese dai protagonisti rende difficile spingersi oltre in elucubrazioni approfondite sui significati reconditi dell’opera. Di ciò che fu l’effettivo scontro fra Titani, vi è solo un accenno iniziale. Non abbastanza efficace e approfondito da rimanere nella mente dello spettatore come coadiuvante della storia. Lo schema del viaggio dell’eroe compare in tutti i suoi aspetti principali.

Una scena del film

Perseo, semidio, figlio di Zeus, orfano di madre rifiutato e quasi ucciso dal marito della donna, cresce con dei pescatori fino a quando il Fato non mostrerà i suoi piani. La sfida degli uomini contro gli dei ha inizio e Perseo si allea con la razza umana. Nel mentre, colui che nel film porta il nome di Ade manipola i fili dei propri progetti di grandezza. Da questo momento in poi la trama cessa di esistere; spazio alla spettacolarità dei combattimenti realizzati in computer grafica. Accidentale il canovaccio. Incontriamo incidentalmente Caronte, il quale ha portato al macero la sua tipica imbarcazione a remi per traghettare le anime dei morti al timone di una nave dalla prua innovativa, realizzata – seppure in legno – con le ultime tecnologie proposte dal costruttore navale Ulstein, al vaglio nei Paesi Scandinavi. Non solo! Il regista innova ed ecco che anche Perseo e la sua combriccola di soldati al seguito passano lo Stige.

Imbarcazione scandinava alto medievale

Le modifiche apportate alla storia dagli sceneggiatori assoldati negli anni risultano insensate e senza spiegazione accettabile. La mitologia greca fornisce dettagliate informazioni riguardo la vita di Perseo, le vicissitudini della città di Argo, la storia di Medusa e il quotidiano dei rapporti sull’Olimpo. Mi è difficile comprendere la volontà di creare un film sulla storia dei Titani, accennarla solo di sfuggita e modificare tutto l’impianto narrativo a piacimento, stravolgendo così tanto da creare un ibrido senza sostanza. Verrebbe da chiedersi per quale motivo non sia stato scelto un soggetto diverso, un argomento più calzante alle aspirazioni narrative della troupe. Come non bastasse, molte sono le differenze fra il remake e il film originale. Tra queste, possiamo citare la sostituzione del nemico: in principio si trattava di Teti, la dea, la più bella delle Nereidi. I figli di Medusa, Pegaso in primis, seguito a ruota dagli scorpioni, appaiono, nella riproposizione del 2010, in momenti diversi per nulla collegati alla genealogia della creatura mitologica.

Peleo e Teti

Se la speranza del regista era di realizzare il colpo mediatico evocato da I Cavalieri dello Zodiaco, non si può certo dire che gli sia riuscito. Forse anche perché il fumetto di Kurumada si basava su una storia. Il film di Latterier non ne ha traccia. Purtroppo. 


2 Risposte a “Recensione film – Scontro fra titani”

  1. Suppongo l’abbiano ritenuta un’occasione buona per mostrare un po’ di effetti 3D.
    Un’occasione persa, quando si potrebbe fare di molto meglio!

I commenti sono chiusi.