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Recensione – Pan

 di Francesco Coppola

Noi siamo i Bambini Perduti,

questa è la notte

in cui comincia la nostra Festa.

E voi, Signori miei,

non sarete mai più al sicuro.

 

Dopo aver trattato i romanzi Le città del diluvio di Giuseppe Pederiali e Amazon di Gianluigi Zuddas, e in attesa di una riedizione della Trilogia dei Rasna scritta da Mariangela Cerrino, abbiamo deciso di compiere un salto in avanti con la produzione libraria nostrana, per dedicarci a uno dei più riusciti esempi di utilizzo della cultura mediterranea in un romanzo Fantasy, vale a dire Pan, di Francesco Dimitri.

Pan, Francesco Dimitri, edizione Marsilio

Presentazione dell’opera.

 

Nelle notti romane, i pochi svegli che si aggirano per le vie della capitale avrebbero la possibilità di vedere dei bambini volare, se solo volgessero lo sguardo al cielo. Si potrebbero anche accorgere di quanto la violenza e la sopraffazione circoli come un’infezione virulenta, ma tanto i più pensano al proprio tornaconto tentando di preservare il proprio cantuccio di serenità. Ignorano che senza volerlo stanno facendo il gioco del loro carceriere. I bambini sognano di volare e di andare su una favolosa isola tropicale, con vista su un minaccioso galeone da pirati e abitata da ogni tipo di creatura fantastica.

Giovanni studia da dottorando all’università, ha una compagna con cui convive e che ama profondamente, ma è turbato e non sa bene il perché. Fa ricerche sul suo progetto di tesi riguardante lo strano caso di gente che ha dichiarato negli anni di aver fatto visita all’Isola-che-non-c’è, quella narrata da James Barrie, l’autore del famoso Peter Pan nei giardini di Kensington, per cui non è facile trovare il materiale che gli servirebbe. Relatore e assistente insistono invece su una più “prestigiosa” tesi sullo sbadiglio.

Angela, conosciuta in arte come La Meravigliosa Wendy, fa la prestigiatrice di belle speranze e scarse entrate. Anche perché il suo agente la sfrutta senza pagarla, e lei deve lottare per credere ancora a questo suo sogno di affermarsi come grande illusionista. Per fortuna c’è Giada, sua migliore amica che lavora come spazzina. Un tipo pratico, con la curiosità per gli strani reperti che si possono rinvenire fra le troppe cose che i romani gettano nei rifiuti.

Michele fa il liceo, vive con la madre e il papà malato di Alzheimer. Questa condizione lo racchiude in una situazione difficile. Gli amici di famiglia si sono dileguati una volta che la malattia del padre si è manifestata, e lui stesso quasi non spera neanche di poter attrarre l’attenzione di una ragazza. Intanto il padre ogni tanto scappa e poi s’incanta a guardare un lampione, sotto la pioggia, oppure rischia di affogarsi con il cibo, e insomma bisogna sempre stare attenti.

Augusto Dal Mare è un brav’uomo. Almeno questa è l’immagine che piace esibire a questo altolocato galantuomo, il quale cammina con un bastone e tiene nella sua sfarzosa villa una riproduzione in miniatura perfetta di un galeone. In realtà il Dal Mare, amico della famiglia Cavaterra è molto più di quanto non appaia.

Divinità sono in risveglio, e un dio dell’assenza delle pulsioni, delle emozioni, della magia (o incanto come sarebbe meglio dire), cerca con ogni mezzo – per quanto brutale – di evitare il ritorno sul mondo “reale” della sua antica nemesi, Pan, divorante dio della sfrenatezza. C’è anche una Roma spiritualmente ridestata, bisognosa di qualcuno che si occupi di amministrare i tanti spiriti che la affollano. 

Francesco Dimitri

L’autore

 

 

 

Francesco Dimitri, giocatore di ruolo incallito, esperto di antropologia, appassionato delle opere di Aleister Crowley e della Wicca, nonché uno dei non pochi plurilettori del Signore degli Anelli, esordisce con opere di saggistica quali: Comunismo magico. Leggende, miti e visioni ultraterrene del socialismo reale; Guida alle case più stregate del mondo, tutti i luoghi in cui (non) vorreste passare la notte; Neopaganesimo, perché gli dèi sono tornati; Manuale del cattivo. Cattivi si nasce. Bastardi si diventa.

 

L’esordio narrativo è La ragazza dei miei sogni, un breve romanzo neogotico, con alcuni elementi in comune col romanzo che stiamo trattando (l’ambientazione romana, il personaggio di Dagon).

 

In Pan l’autore dispiega la sua visione delle cose (Weltanschauung) in una storia che cita e comprende elementi diversi suoi lavori precedenti, oltre a essere un grido ribelle contro quanto nel nostro mondo scandito dalle lancette dell’orologio, viene ritenuto reale ed esige obbedienza a scapito del mondo dei sogni, delle emozioni e della libera espressione sessuale. 

 

Pan, Kindle Edition

Caratteristiche dell’opera

 

Pan è un romanzo corale, con al centro le vicende della famiglia Cavaterra, in particolare i tre figli: Giovanni, Angela molto legata alla sua amica del cuore Giada, e Michele.

La vicenda comincia in sordina. A Dimitri piace mostrare i suoi protagonisti nella loro quotidianità, per poi farli scivolare lentamente nell’elemento fantastico, anzi, nella Meraviglia di cui tanto si dirà lungo tutto il corso della vicenda.

Ma l’elemento magico non tarda a manifestarsi, prima laterale e a tappe, per poi dare il via a una guerra vera e propria: una lotta duale ove nessuno è limpidamente “buono” o “cattivo”, o meglio, dalla parte di Pan più “simpatica” è meglio non farsi travolgere, mentre il partito capeggiato da Augusto Dal Mare offre protezione, ma rappresenta il vuoto di passioni come di paure, al quale la brutalità non fa certo difetto.

I tre fratelli, pur cresciuti in una famiglia unita, si trovano a percorrere strade diverse, e vivranno diverse evoluzioni personali, arrivando a conoscere poi i segreti del Peter Pan nei giardini di Kensington di James Barrie e della stagione in cui venne scritto, nonché della materia mitica da cui traeva origine. Una materia niente affatto morta o perduta, anzi, prossima a tornare in gran spolvero!

Peter Pan e Wendy

L’immaginario mediterraneo impiegato nell’opera

 

Non c’è elemento immaginario o reale in questo libro che non sia mediterraneo, e tutto risulta molto bene esposto e chiaro.

L’intento dell’autore è quello di presentarci il mondo degli spiriti vicino al risveglio, pronto per invadere la nostra “realtà” comunemente accettata. Una tale vicinanza che non ho sempre gradito, a volte l’ho trovata eccessiva, come è stato il caso del satiro Temidoro il quale parla come un pensionato di area laziale con le pillole azzurre sempre in tasca, per non parlare delle fate e la loro “polvere”.

Più criptica, la plurime volte enunciata “morte di Arcadia”, da cui forse viene presenza in Roma di spiriti solo negli oggetti tecnologici moderni, mentre i monumenti al contrario tacciono.

Pan, dipinto di Carlos Schwabe, 1923

Conclusione

 

In ogni caso il libro funziona molto bene e dimostra quali risultati qualitativi può raggiungere un autore che scrive a partire da ciò che conosce, con consapevolezza, da conoscitore del materiale mitico di cui narra, da forte lettore e persona che mira a raccontare una storia in grande, invece di fare mera autobiografia.

Il Pan di Francesco Dimitri è un libro imprescindibile per un appassionato di fantastico mediterraneo, con cui fare i conti.

 

Edizione recensita

Titolo: Pan

Autore: Francesco Dimitri

Anno di pubblicazione: 2008

Editore: Marsilio

Pagine: 461

ISBN: 9788831795005